Oggi in Italia, sembra diventato quasi indispensabile riaprire il discorso dell’energia nucleare.
In un paese dove questo forma di energia da quasi 25 anni è stata accantonata da un referendum popolare, con un’inisistenza che ha dell’inverosimile, si chiede di cancellare con un colpo di spugna la decisione di un’intera nazione.
Un popolo che ha scelto, in libertà, una strada verde per il proprio futuro.
Una strada che si tenta di precludergli.
Ma i reattori nucleari, a parte gli estemporanei tentativi di riportarlo in auge, sta segnando il passo.
Ci arriva in queste ultime ore la notizia che lo stato canadese dell’Ontario, ha rinunciato in via definitiva ai progetti di costruzione di una nuova centrale per sfuggire alla dipendenza dal carbone.
E questo un evento che ci deve far riflettere.
Per chi non si fosse mai imbattuto nella trasmissione Report su RAI3, la domenica dopo la trasmissione di Fazio, consiglio di guardare questo link dove trovate la tascrizione completa di una delle puntate più significative di quest’anno.
Si viene a scoprire un mondo del quale si ignora l’esistenza.
Già perchè l’opinione comune è che il disastro di Chernobyl avvenne in un impianto poco sicuro, gestito in maniera pessima. E da allora il nucleare è diventato una forma di energia a impatto zero e soprattutto una forma di energia totalmente sicura.
In realtà ci si accorge che vicino alle centrali nucleari il tasso di radioattività è alle soglie della tolleranza, che chi abita vicino ad una centrale in funzione vive in uno stato di profonda incertezza, che gli incidenti dopo Chernobyl si sono verificati più volte, che il problema dello smaltimento delle scorie si può ripercuotere sulle nuove generazioni, che siti scelti per lo stoccaggio delle scorie oggi stanno disperdendo materiale radioattivo all’esterno.
La scelta canadese si ritiene sia dovuta alla crisi.
La realtà è che l’industria nucleare è un’industria in declino, alla quale ogni giorno l’industria delle fonti rinnovabili strappa consensi e clienti. E che solo la continua costruzione di impianti può sotrarre dal tracollo.
Tuttavia non più tardi di qualche giorno fa, un eminente esponente politico investiva l’energia nucleare come forza propulsiva per uscire dalla crisi: ma c’è ancora qualcuno che ci crede?
Il nucleare segna il passo
– 30 giugno 2009Posted in: Altre fonti rinnovabili


