Distributori di benzina addio?

gas2Se è vero che i giacimenti petroliferi come si annuncia da tempo sono destinati ad esaurirsi in pochi decenni e se è vero che le automobili dovranno necessariamente puntare su forme di propulsione differenti dalla benzina, qual’è il futuro dei distributori di benzina? Sarà sufficiente una semplice riconversione o dovrà essere totalmente riconcepita la rete di distribuzione?
Anzitutto occorrerà capire quale sarà il prossimo passo dell’industria automobilistica mondiale.
Oggi l’unica vera alternativa al tradizionale impianto a benzina o a gasolio è la tecnologia ibrida dove il motore a scoppio viene alleggerito di parte del lavoro da un motore elettrico, la cui alimentazione è demandata ad un batteria che in ogni caso deve essere ricaricata. Lavoro questo, che viene demandato al motore a scoppio. Si consuma di meno ma la benzina occorre comunque.
Di per se e automobili totalmente elettriche presentano una matassa difficilmente districabile: l’autonomia.
Se un comune impianto elettrico a fonti rinnovabili, produce e distribuisce energia in maniera pressochè continua, l’autoveicolo è legato a un ciclo molto semplice.
Rifornimento. L’automobile percorre un certo numero di chilometri fino ad esaurire la proprio automonia. Riformimento.
Ora, anche i prototipi più avanzati di auto-elettriche possono percorrere al massimo  forse 100-200 chilometri. Dopodichè occorre collegare il mezzo, come un comune telefono cellulare, alla rete elettrica.
E qui nascono i problemi maggiori: una ricarica media di un’automobile di questo tipo può durare diverse ore. Un problema non insormontabile ma sicuramente di difficile soluzione.
Sono allo studio tecniche di ricarica capaci si ridurre drasticamente i tempi della ricarica stessa.
Ora ci si chiede. Vi immaginate un gruppo di automobilisti che attendono pazienti che il distributore elettrico di fiducia ricarichi la propria utilitaria. Mi sembra di sentire le discussioni: le lascio la vettura, la passo a prendere fra 3 ore va bene?
Improponibile…
La nuova frontiera sarà forse rappresentata dalle auto ad idrogeno.
Il brevetto c’è, la tecnologia è pronta.
La casa bavarese BMW, leader mondiale nelle auto a idrogeno, ha già messo a punto il primo distributore al mondo nell’anno 2000. Tuttavia sono ancora presenti dubbi circa l’organizzazione di una vera e propria rete di distribuzione di questo gas, il cui stoccaggio presenta notevoli difficoltà.
Per ciò che riguarda i bio-carburanti il discorso è completamente differente. In questo caso basterebbe semplicemente sostituire il contenuto degli attuali serbatoi di benzina. Fin qui nullla da dire.
E’ tuttavia impensabile che i propellenti naturali arrivino a grandi livelli di diffusione.
Chiamerei questo post come il post del pessimismo.
Senza adeguati progressi tecnologici, forse l’automobile di proprietà diventerà un lusso di pochi.

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