Come già indicato nell’articolo precedente, l’impianto fotovoltaico presenta numerosi inconvenienti che ancora lo rendono costoso e poco affidabile, particolarmente in relazione all’impossibilità di generare energia di notte o in caso di nuvole.
Oggi le speranze del solare nel mondo sono affidati ai più moderni impianti termodinamici che anzichè affidarsi alla discontinuità dell’irradiazione solare nel sfruttano e ne trattengono il calore per mezzo di specchi e particolari sali.
L’accumulo del calore permette di generare energia anche nelle ore notturne.
Un recente studio di Greenpeace, afferma che questa tecnologia, nell’arco di mezzo secolo circa potrebbe soddisfare 1/4 del fabbisogno energetico mondiale innescando un volano che porterebbe alla creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro nel settore. Cifre per il momento non supportate dai fatti, ma forse molto vicine alla realtà.Le prospettive di
sviluppo sono in ogni caso interessanti.
L’Africa Sahariana ed il Medio Oriente, in un futuro ormai svincolato dalle sorti del petrolio potrebbero divenire il fulcro della produzione energetica mondiale.
Stime approssimative rendono meglio l’idea della resa del termodinamico:
Immaginate 15 centrali nucleari, mettettele una accanto all’altra e visualizzate mentalmente l’ampiezza della loro superficie totale.
Se sulla stessa superficie venisse impiantata una centrale solare termodinamica, si produrrebbe un quantitativo di MegaWatt tale da coprire il fabbisogno di un terzo della nostra penisola.
E’ lecito chiedersi: perchè perseverare sulla strada dell’atomo?




[...] blog ha già parlato di questa variante di impianto ad energia solare in un precedente articolo. Poichè le notizie si susseguono, e in questo capo le innovazioni appaiono ormai all’ordine [...]