I mulini a vento olandesi dimostrano che l’utilizzo dell’energia del vento ha radici storiche molto lontane, per non parlare della vela, che ha rappresentato il mezzo di propulsione ideale delle navi da tempi immemorabili.
Oggi nel citare le fonti energetiche rinnovabili a basso impatto ambientale non si può non dare riferimento agli aerogeneratori eolici, che rappresentano un’interessante prospettiva con ritmi di crescita esponenziali.
Se i mulini, con le pale rifasciate di tela, aiutavano nell’opera di pompaggio dell’acqua, le moderne eliche bianche che troviamo sempre piu frequentemente disseminate nei nostri paesaggi, si orientano autonomamente in base alla direzione del vento, girano a ritmi non troppo elevati e negli ultimi tempi hanno anche risolto la fastidiosa problematica della rumorosità.
La loro efficienza è decisamente superiore rispetto a quella degli impianti fotovoltaici, e in termini di costi per ottenere la stessa quentità di energia l’eolico richiede solo un quinto degli investimenti del solare.
Le critiche principali che vengono mosse ai moderni mulini, rigurdano la difficoltà di ‘sposarsi’ con il territorio in cui vengono installati, che per esigenze di ‘ventosità’ deve essere un territorio di alta montagna, di verdi vallate, di borghi collinari. Per ovviare a queste difficoltà si alternano maldestri tentativi di ‘mimetizzare’ gli aerogeneratori con colorazione verde a scelte di installazioni alternative, ad esempio in mare aperto, lontano dalle coste.
Particolarmente virtuosa la Danimarca in fatto di eolico, che ha scelto di affidare il 25% dell’intero fabbisogno nazionale a questa fonte rinnovabile
ENERGIA EOLICA
– 24 maggio 2009Posted in: News e Varie

