Il governo impugna le leggi promulgate da Puglia, Basilicata e Campania contro il nucleare. E la Puglia, fiore all’occhiello del rinnovabile in Italia, si sente aggredita.

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Che il ritorno dell’atomo in Italia fosse un atto unilaterale se ne percepiva il sentore. I tecenti eventi dimostano quanto questa sensazione fosse corretta. Tornare indietro di 20 anni e rilanciare il paese in una dubbia corsa al rilancio di una fonte di energia molto osteggiata è apparsa da subito una forzatura.
L’atteggiamento degli enti locali ha dimostrato lo scardo gradimento delle popolazioni coinvolte nell’eventuale costruzione di un impianto sul territorio. Tanto che molti candidati alle imminenti consultazioni regionali hanno incorporato nel proprio programma il rifiuto alla costruzione di reattori.
Più in là si sono spinte le amministrazioni di 3 regioni, governate da una giunta di centro-sinistra, promulgando leggi che vietano l’atomo sul territorio. Pronta la reazione del Governo che impugna le leggi e apre una controversia alla Corte Costituzionale. Indipendentemente dai giudizi politici, risulta particolarmente emblematica la situazione della Puglia che è ad oggi forse la Regione in Italia che maggiormente sta investendo sul rinnovabile.
La Puglia vanta il primato italiano in fatto di energia solare ed energia eolica prodotta, e sta effettuando consistenti investimenti sul geotermico e sull’idrogeno verde. Particolarmente esemplificativo è il dato che dimostra che la Regione esporta l‘89% dell’energia che produce, tanto da far apparire curiosa la scelta di un’installazione nucleare in loco.
Il dibattito è aperto e c’è da credere che si protrarrà per moltissimo tempo.
Appare tuttavia ormai evidente l’estemporaneità della scelta del ritorno dell’atomo in Italia.
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Gli attuali studi dimostrano che il costo dei propellenti vegetali potrebbe addirittura dimezzarsi nei prossimi anni

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I biocarburanti al momento sono la fonte rinnovabile che più di altre a trovato una via di vera competitività con le fonti fossili. Eolico e fotovoltaico patiscono ancora limitazioni correlate ai costi degli impianti e alle rese per il momento ancora inferiori alle aspettative. In controtendenza i biocarburanti sono già oggi una realtà, in molti paesi vengono venduti puri a prezzi assolutamente competitivi, in altre circostanze vengono miscelati al comune carburante diesel.
Possono già da oggi essere utilizzati nei motori delle vetture circolanti, senza pericolo di danneggiamenti.
E anche in fatto di costi i propellenti di origine vegetale risultano decisamente competitivi. Un litro di biodiesel e un litro di gasolio comune costano al consumatore finale all’incirca la stessa cifra.
Tuttavia, le attuali fonti produttive del propellente verde sono coltivazioni di tipo tradizionale, con sfruttamento intensivo dei suoli e grande dispendio di acqua. E un conseguente alto costo ambientale.
Soltanto le innovazioni tecnologiche possono ovviare a questo tallone d’achille. Esistono riscontri incorraggianti che dimostrano che sarà possibile ottenere carburante dalle alghe e dai prodotti di scarto.
Già questo potrebbe concretamente portare alla diminuzione del costo al litro di prodotto.
Ma i miglioramenti più innovativi sarebbero quelli nel campo della conservazione e nella lavorazione del prodotto finito. In una prima fase il bio-propellente verrebbe raffinato in uno speciale composto il cui volume verrebbe considerevolmente ridotto per agevolarne il trasporto. Dopo questa fase raggiungerebbe le raffinerie che realizzarebbero il prodotto finito.
Queste piccole economie, unite ad altre innovazioni e miglioramenti, porteranno il costo al consumatore finale a 50 centesimi al Continue reading Obbiettivo biocarburanti a 0,50 euro al litro
L’avveneristico progetto di un intero quartiere che galleggia nelle acque della metropoli americana e sposa i principi dell’ecosostenibilità.

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I pericoli più grandi per l’umanità nell’immediato futuro saranno due. Da una parte il progressivo ed inesorabile surriscaldamento del pianeta che già da oggi inizia a manifestrare preoccupanti segni. Dall’altra un pianeta che non sarà più in grado di sostenere una popolazione in costante aumento, a causa sia della mancanza di risorse che di spazi.
Per questo oggi l’architettura d’avanguardia si occupo di prefigurare gli scenari futuri e di ideare le migliori soluzioni in rapporto alle mutate condizioni. Le megalopoli non potranno più contenere l’incremento demografico e dovranno trovare i necessari sfoghi per l’aumentato numero di abitanti. E il primo principio starà nell’agire sulle strutture delle abitazioni, che si dovranno sviluppare sempre più in senso verticale piuttosto che in senso orizzontale.
Non solo. Sempre più importante risulterà sviluppare le fonti rinnovabili per l’approvigionamento energetico e non c’è progetto di questo tipo che non accolgo incondizionatamente la presenza di solare e fotovoltaico.
E’ con questa filosofia che è nata l’idea di BOA, avveneristico quartiere che idealmente potrebbe sorgere di fronte a Boston, su un’apposita piattaforma galeggiante sul mare. La struttura complessiva ospiterebbe ben 15.000 abitanti che si sposterebbe all’interno della micro-città con mezzi elettrici.
L’andamento dei fabbricati sarebbe secondo un prevalente senso verticale, in sintonia con il carattere storico di Boston. I piani abitativi verrebbero inframezzati che soddisferebbero la necessità di contatto con la natura degli abitanti.
Il quartiere adotterebbe varie misure di ottimizzazione energetica. Prima di tutto tramite il largo impiego del solare fotovoltaico Continue reading BOA - Il quartiere galleggiante di fronte a Boston tutto fonti rinnovabili